domenica 21 maggio 2017

Trovare_Lavoro_L'importanza_dei_Soft_Skill

SOFT SKILL
l'insegnamento dei Dispersi!

Tempo fa seguivo un format televisivo che raccontava di storie di persone disperse. Ricostruzioni sulla base dei racconti dei protagonisti, commentate in studio da esperti. Mi è sempre rimasto in mente un dato statistico, sopravvivevano di gran lunga coloro che si prodigavano nel cercare una via di salvezza, a tutti i costi, che ci credevano, rispetto a coloro che vedevano solo "nero", che aspettavano gli eventi.


Su questa tematica, il film più famoso è forse ALIVE che racconta di una storia realmente accaduta sulle Ande con sfumature macabre di cannibalismo. Il protagonista è Ferdinando (Nando) che nonostante tutto non molla, motiva i compagni e infine decide di attraversare la catena montuosa alla ricerca di un soccorso.

Siamo Nando o siamo i compagni?

Senza scomodare una posta in gioco drammatica come la sopravvivenza, ciascuno di noi si trova a dover fare i conti con scelte, sfide, confronti continui. Facili e difficili. Situazioni che non ci piacciono, che non desideriamo, che dobbiamo gestire per forza, che non dipendono da noi. Come ci comportiamo in questi casi?

IL POTERE DELLA PERCEZIONE
Gli eventi della vita, non sono né buoni né cattivi, né belli né brutti, né giusti né sbagliati. Capitano e basta. Non si nasce: ottimisti, pessimisti, fortunati, sfortunati, etc. Questo tipo di classificazione è basata esclusivamente sulle percezioni che ciascuno di noi decide di avere del mondo circostante. A parità di situazioni infatti, possiamo trovare chi si sente baciato dalla fortuna e chi no.
Estremizzando, tutti gli eventi che viviamo sono positivi perchè ci permettono di fare esperienza. Qualcuno diceva: "tutto quello che non ti uccide ti fortifica!".
La vita non è quella che dovrebbe essere, la vita è quella che è. E' come l'affronti che fa la differenza.  (V. Satir)
Il bello è che queste percezioni impattano fortemente sulla vita di ciascuno di noi, sui nostri comportamenti e quindi sui risultati che produciamo. Indirettamente condizionano il nostro benessere/felicità.

ABITUIAMOCI A FORNIRE SOLUZIONI
Non solo i sopravvissuti come Nando ma anche le persone di successo si caratterizzano per la perseveranza nel trovare soluzioni ai continui problemi che si frappongono fra essi e l'obiettivo finale.
E tu? Nella tua giornata, al lavoro, a scuola, in generale con amici, soci, colleghi, familiari, sei propenso a indicare soluzioni o piuttosto ad elencare solo problemi? Pensaci.
  • Indicare SOLUZIONI è sintomo di voler andare avanti, affrontando l'ostacolo di fronte per superarlo. Abituarsi a questo approccio porta la mente a guidarci verso azioni potenzianti e molto probabilmente ad avvicinarci ai risultati desiderati.
  • Indicare solo PROBLEMI è sintomo di volersi fermare e concentrare il focus su tutta una serie di ostacoli. E' una pessima abitudine in quanto porta la mente a concentrarsi a guidarci verso azioni depotenzianti e ci allontana dal raggiungere risultati a noi favorevoli.
Abituati a pensare alle soluzioni. Per ogni problema che trovi affianca almeno una soluzione. Come fare? Ecco una semplice regola pratica.

LA REGOLA: "COME" vs "PERCHE' "
Anche quando ci accade qualcosa di brutto occorre pensare che viviamo esperienze positive. Occorre acquisire nuove informazioni e vedere la situazione da un punto di vista diverso, trovare gli aspetti che più ci sono favorevoli.
Nella "linguistica potenziante" si usa parlare di ricostruzione di situazioni critiche. In pratica si tratta di farsi le domande corrette per affrontare in modo costruttivo e potenziante situazioni difficili.
Occorre farsi domande quali: "come ne esco?", "come posso superare questo ostacolo?" "come posso trasformare il tutto in opportunità?" "come posso risolvere?" "quale significato positivo ha questa situazione?" "quale vantaggio posso trarre da questa situazione?"
Evitiamo domande tipo: "perchè a me?", "perchè devo superare l'ostacolo?", "perchè non me ne va bene una?" "perchè devo risolverlo io?".
Senza nemmeno accorgertene comincerai a vedere opportunità e occasioni dove prima c’era solo tristezza ed ostacoli.

TROVARE LAVORO
La ricerca di un lavoro è oggi per molti, soprattutto giovani, un aspetto predominante. Globalizzazione, tecnologia esacerbano la competizione. Le capacità trasversali, come quella di puntare a soluzioni con perseveranza, sono fortemente ricercate e possono fare la differenza in una selezione o un percorso di crescita sul lavoro. Sono note come SOFT SKILL. Non si è bravi se si trovano solo problemi, si è bravi se si affiancano anche proposte di soluzioni. Sempre! In ogni situazione e senza mollare. Personalmente preferisco e cerco di gran lunga collaboratori o candidati che hanno questo taglio mentale anche a scapito di conoscenze verticali specialistiche non eccellenti.

Se ritieni utile, inoltra questo post ad amici, colleghi, soci, familiari, molto bravi a stilare solo elenchi di problemi o criticità.

sabato 11 marzo 2017

Lavorare finché si può ed essere Felici

Lavorare finché si può ed essere Felici

tratto dal manuale TROVARE LAVORO ... E' UN LAVORO (di D. Idone)

Qualche giorno fa mi ha telefonato un amico che fa il broker assicurativo per una nota società. Non ci sentivamo da tempo e dopo i convenevoli di routine mi voleva esporre gli ultimi servizi legati alla previdenza: polizze integrative, fondi pensione, etc. Ho ascoltato le sue proposte e alla fine mi sono permesso di esporgli alcuni concetti oggetto delle mie sessioni di coaching sul lavoro in merito al dualismo: LAVORO-PENSIONE.


Come molti della mia generazione, sono nato negli anni '70, sono cresciuto con un percorso di VITA scandito da questi passaggi:

Vecchio PARADIGMA

Un PARADIGMA per molti genitori e nonni e che ha segnato il vissuto di intere generazioni a partire dal dopoguerra, fatto di TAPPE che accompagnavano dalla tenera età fino alla vecchiaia.
1.      Si studiava da giovani puntando al mondo del lavoro. I genitori investivano nella formazione dei figli. Più studio voleva spesso dire "un lavoro migliore". Questo viatico, per chi poteva permetterselo, arrivava fino all'università.
2.     Si lavorava recuperando i sacrifici dello studio (spesso) e si guadagnava per vivere e avere soddisfazioni. Solitamente chi più studiava più cresceva, lo studio pagava in termini di qualità del lavoro (quasi sempre un "posto sicuro").
3.     Si andava in pensione ad un’età stabilita da un Ente statale che ti erogava la pensione e ci si godeva il meritato riposo fino a “nuova vita”. Si chiudeva il ciclo.

TUTTO QUESTO NON VARRÀ PIÙ

Già oggi molti studiano ma non si innesca la ricaduta automatica sul lavoro. Chi si laurea e arriva all’apice del percorso di formazione non ha alcuna certezza di trovare un lavoro. Molti addirittura studiano ancora (Master) solo per rimandare l'incontro con il mercato del lavoro.
Chi deve andare in pensione viene subissato da cambiamenti di regole, da procrastinazioni burocratiche. Chi dovrà farlo tra pochi anni sa già che perderà molti dei diritti acquisiti. I giovanissimi non ci credono affatto.

COSA STA SUCCEDENDO?
Il mondo è cambiato e gli schemi con cui siamo cresciuti non sono più realizzabili. Ne occorrono di nuovi ma le generazioni attuali (compresa la mia) si trovano in una fase di transizione e stentano a capirlo. Non valgono più i vecchi schemi ma non sono ancora chiari i nuovi, in estrema sintesi, viviamo con una mancanza di riferimenti.

COSA FARE ALLORA?
Oggi il PARADIGMA è non cercare paradigmi o meglio seguire quelli più adatti al contesto. La sequenza a cui i nostri genitori erano tanto abituati si fonderà sempre più in un tutt’uno. Formazione, Lavoro, Pensione (intesa come periodo per se stessi, di stacco, di riposo) saranno fasi che dovranno scandire ciascuno dei nostri anni, forse mesi.


Nuovo PARADIGMA

La sfida moderna è ormai sulla "velocità" di cambiamento e ciascuno deve adattarsi cercando di essere più flessibile e cogliendo le minime opportunità all'orizzonte. Occorre puntare sempre più su se stessi.
1.      La formazione sarà sempre più importante durante l’intera vita per rimanere aggiornati e competitivi. Si allargherà fino ai SOFT SKILL.
2.     Il lavoro, per sempre più persone, sarà in alternanza con la formazione e impegnerà tutta la vita attiva (molti lavori saranno di concetto e di qualità più che quantità). Rappresenterà più se stessi e le proprie passioni e inclinazioni.
3.     La pensione, intesa come periodo della vita in cui si vive di rendita e ci si dedica a se stessi e ai propri interessi, sarà sempre meno ricercata a favore di periodi simili ma distribuiti durante l’intera vita.

QUALCUNO INIZIA A CAPIRLO ... 
NON SOLO IN ITALIA
Per alcuni questo cambio di paradigma è già prassi al punto che è diventato quasi uno "stile". Chi opera nelle start-up digitali o nel mondo tecnologico ha già imboccato questa via.
I cosiddetti Millennials [1] entro il 2020 rappresenteranno più del 33% della forza lavoro mondiale e gli ultimi sondaggi [2] indicano chiaramente che hanno capito i cambi di paradigma suddetti e che dovranno lavorare più a lungo rispetto ai propri genitori. Circa il 50% delle nuove generazioni è consapevole di non poter contare su una pensione e di dover lavorare anche dopo i 65 anni e in alcuni casi oltre.
Tuttavia essi vivono tutto ciò in chiave positiva ritenendo la crisi come l’anticamera di una serie di opportunità. Il 75% adora il cambiamento e sono pronti all’incertezza del posto di lavoro, molti, il 34% a livello globale sta prendendo in considerazione il lavoro autonomo e oltre la metà (50%) si dice pronta ad adottare nuove modalità di lavoro in futuro: freelance, lavoro occasionale o carriera basati su diverse attività lavorative.
I millenials vivono già nel mondo digitale in maniera naturale, tuttavia avere un equilibrio tra lavoro e vita privata rappresenta una cosa irrinunciabile.
Quasi la totalità (93%) pensa di investire sulla formazione quale porta di accesso per essere più preparati e guadagnare di più.


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[1] i nati a partire dagli anni Ottanta
[2] tra cui uno studio commissionato da ManPowerGroup a livello globale

martedì 31 gennaio 2017

Trovare_Lavoro_2017_Ecco_8_aspetti_su_cui_puntare

Trovare Lavoro: le 8 competenze per avere successo nel 2017


Ecco gli 8 Aspetti su cui puntare per trovare lavoro (nel 2017)
Domenico Idone (*)

Tecnologia e Globalizzazione continuano a "rivoltare" il mondo del lavoro, in Italia ma non solo. Da 4 anni a Gennaio pubblico gli 8 punti chiave su cui focalizzarsi per aumentare le chance di successo nella ricerca di un lavoro.
Sono considerazioni frutto di analisi di dati statistici ed esperienze sul campo.
 

Trovare lavoro risulta sempre uno degli argomenti più gettonati quando si parla di obiettivi personali. Vediamo alcuni spunti di come affrontarlo al meglio nel nuovo anno che è appena iniziato. Sono questi i principali aspetti di cui parlo subito con le persone che mi chiedono supporto o consigli.
Essi valgono anche per chi il lavoro ce l’ha e vuole trovarne un altro per migliorare o perché prevede di perderlo a breve (per logiche di delocalizzazione, crisi di settore, ristrutturazioni organizzative).





2017: Lo SCENARIO del LAVORO
Il sistema italiano continua a voler competere sul piano internazionale puntando molto sulla “precarizzazione” del lavoro. La riforma “Jobs Act”, i rinnovi dei contratti collettivi, le politiche sul lavoro, stanno producendo come risultato rapporti di lavoro meno tutelanti, scarsa formazione e scarse retribuzioni.
Nel settore privato le grandi aziende non sono più una garanzia di “stabilità”. Fusioni, delocalizzazioni, ristrutturazioni minano il posto di lavoro al pari di un’azienda di medie-piccole dimensioni. L’aggravante? Spesso le grandi aziende non professionalizzano più al punto tale che poi si fa fatica nel rivendersi in un nuovo lavoro.
Nel settore pubblico - ultimo baluardo di stabilità – occorre armarsi di pazienza. Enormi difficoltà in fase di inserimento, tempi di ingresso biblici e decine di migliaia di aspiranti mettono a dura prova.
Nel settore imprenditoriale vi è grande fermento - grazie all’avvento delle tecnologie - ed inizia ad essere la sola prospettiva per un numero sempre maggiore di persone, soprattutto giovani ad alta scolarizzazione.
L’informatica, Internet, il mobile, il cloud, sono tecnologie che in pochi anni hanno già modificato molti lavori tradizionali, dal magazziniere al dottore, dall’industria al commercio, dai trasporti all’agricoltura. Questo grande dinamismo comporta offerte di lavoro in continuo mutamento frutto di settori in crisi o di settori nascenti avvantaggiati dal cambiamento.
Dopo i  servizi ed il commercio, il web con l’Internet delle Cose (Internet of Things) sta rivoluzionando il settore dei trasporti (auto) e dell’industria (Industry 4.0). I Big Data e le Intelligenze Artificiali a breve daranno maggiore forza ai settori di analisi dati, sicurezza, sviluppo di software.
Di questo scenario occorre essere consapevoli prima di muoversi nel mondo del lavoro.
Che competenze avere in questo scenario?
Ecco 8 aspetti da non trascurare nella ricerca di un lavoro oggi.
Per maggiori informazioni scrivimi a info@corsionlinepertutti.it

1. GOVERNARE IL CAMBIAMENTO
In un mondo che cambia non cambiare punto di vista è un grande azzardo. Occorre farlo!
Cambiare vuol dire essere consapevoli di avere di fronte una costante evoluzione. Evoluzione in molti aspetti: nei nuovi ruoli, nel modo di lavorare, nella durata di un lavoro, nelle competenze minime necessarie, negli strumenti usati, …
E’ uno scoglio considerevole perché mira ai valori di ciascuno, ai riferimenti sui quali costruiamo la nostra vita.
Per anni il lavoro è stato la naturale conseguenza di un percorso di studi o di “aver imparato un mestiere”. Oggi è sempre meno così. Occorre mettere in discussione questi percorsi, imparando a “ruotare lo sguardo” al fine di cogliere le impensabili opportunità che ci circondano.
Aprire la mente è basilare per dimenticare schemi mentali e credenze che appartengono al passato, che non ci aiutano, che ci frustrano e che ci spingono ad arrenderci trovando alibi.
Imparare ad essere “sul pezzo” per andare nella direzione giusta è l’unica arma per diventare più “appetibili” nel mercato del lavoro.

2. IL CV: (S)PUNTO DI PARTENZA
Il curriculum (CV), per anni ha monopolizzato la ricerca di lavoro, oggi può rappresentare una buona MAPPA LAVORATIVA personale, uno strumento per sé, per raccogliere le idee ed esporle con contenuti e forma appropriati.
Il CV non deve contenere liste infinite di attività (ne ho visti di 10 pagine), ruoli ricoperti, esperienze gonfiate. Meglio dedicare righe ed energie nel dare maggiori dettagli sul contributo fornito nel ruolo ricoperto, sul valore aggiunto apportato all’organizzazione per cui si è lavorato. Si è più esclusivi e si metteranno in luce le proprie capacità.
Evitare di scrivere i CV all’ultimo minuto permette di scoprirne le difficoltà migliorandolo con calma. Rileggerlo periodicamente a voce alta permette di capire se si è chiari o se c’è da aggiungere qualcosa. Condividerlo con persone di fiducia (amici) o esperti (job coach), permette di aver dei pareri molto utili anche da coloro che non conoscono il tuo settore. Inizia subito. Leggi il post sui trucchi di come far leggere il CV
Infine un’arma fondamentale, la LETTERA DI PRESENTAZIONE (o cover letter in inglese). Non sprechiamola duplicando i contenuti del CV o copiando frasi da Internet. Scriviamo una sola pagina in cui ci presentiamo e ci descriviamo in modo personale e creativo. Oggi è uno strumento indispensabile perché permette di trasmettere i tratti di se stessi differenziandoci. E’ molto utile da copiare nei form o nelle mail di candidatura. Leggi il post su come compilare la tua Lettera di Presentazione

3. RELAZIONI/NETWORK
In Italia circa il 70% delle persone trova lavoro con il passaparola, solo il 5% rispondendo ad annunci (dati ISFOL). Questi dati pongono la capacità di creare relazioni, di costruirsi una rete di contatti (il cosiddetto network) come una delle competenze strategiche per emergere nel mercato del lavoro anche nel 2017.
Oggi la tecnologia offre a tutti soluzioni disponibili e spesso gratuite. I social (es. LinkedIN, Opportunity, Facebook se usato bene), le piattaforme di gestione degli skill (es. Upwork e simili), progetti quali JobClub sono strumenti da affiancare alla consultazione di annunci. Questi strumenti consentono di diffondere le nostre capacità,  di comunicare e connettersi con gli altri in modo veloce e spontaneo, stimolando le interazioni.
Due consigli per renderli veramente efficaci.
1. Sviluppare una rete di contatti coerente con le proprie aspettative di lavoro, i propri progetti di crescita, le capacità/ambizioni personali. Fare selezione nella fase di creazione del network, non serve battere i record chiedendo link a chiunque.
2. Non essere passivi attendendo il miracolo, piuttosto interagire incrementando la propria reputazione attraverso il confronto su tematiche di interesse comune al network, stimolando la conversazione e le interazioni.

4.COMUNICAZIONE e CREATIVITÀ’
Ogni offerta di lavoro riceve in media più di 100 candidature (fonte: Kelly Services).  Il 48% di chi cerca un lavoro ha difficoltà a spiegare bene il proprio profilo professionale e molti tendono a descriversi utilizzando parole sature, vuote e che sarebbe meglio evitare. Due su tutte: “manager”, “leader”.
Chi partecipa ad una selezione ha tanti concorrenti. Come farsi preferire? La soluzione è nelle competenze trasversali  (i cosiddetti SOFT SKILL).
Non basta saper fare quel determinato lavoro, conta molto anche che tipo di persona sei e che potenzialità dimostri. Sono competenze essenziali: la capacità di comunicare efficacemente, di gestire il cambiamento, di apprendere rapidamente, di risolvere i problemi, di relazionarsi in maniera adeguata, di presentarsi e distinguersi.
Tra i Soft skill la Comunicazione è quella che ritengo prioritaria.
La tecnologia ha modificato la comunicazione adattandola a se stessa. Il copywriting, la piramide invertita, la scrittura veloce, …sono principi che si adottano anche nella comunicazione tra persone e quindi nel mondo del lavoro (es. i pitch tipici delle start-up). E' fondamentale conoscere e usare queste metodologie per poter trasmettere le conoscenze possedute e trarre il massimo dei benefici. Guarda qui il mio Corso di Comunicazione Persuasiva e Public Speaking
Il secondo skill fondamentale è la Creatività.
La maggiore competizione comporta più candidati e quindi anche il rischio di sembrare uguali agli altri. In un mondo in cerca di novità imparare a “uscire dagli schemi” può aprire la via a nuove opportunità.
Ciascuno di noi deve aver chiaro gli aspetti che ci caratterizzano e che ci renderanno appetibili ai selezionatori. Spesso ne basta uno (es. presentarsi in modo efficace, un’esperienza specifica, un punto di forza innato, …). Un facile strumento si trova nel mio Corso di Crescita Personale

5. FORMAZIONE
La formazione è necessaria per sempre più lavori.
Inutile sottolineare come l’università sia un fondamentale investimento di vita cosi come la conoscenza dell'inglese e delle tecnologie in generale. Questi aspetti garantiscono maggiori probabilità per entrare nel mondo del lavoro anche se spesso sono necessari ma non sufficienti.
Quando si parla di formazione dò due consigli fondamentali:
  • cercare di formarsi sempre, anche da adulti, aggiornarsi sempre permette di capire cosa ci appassiona, cosa ci riesce fare con meno fatica. Può capitare di non trovare un percorso di studi legato allo svolgimento di un mestiere. Lavorare e formarsi spesso avverrà contestualmente
  • formarsi anche su aspetti di valenza generale (comunicazione, public speaking, raggiungere gli obiettivi, crescita personale, problem solving, gestione del tempo, …), non iperspecializzarsi

Incrementare il bagaglio di conoscenze va fatto anche se occorre investire in prima persona. Nessuno è interessato alla nostra crescita più di noi stessi!

6. AGIRE COME la “IO  s.p.a.”
Il mondo di oggi è caratterizzato da estrema velocità quindi i tempi di reazione diventano fondamentali. Le organizzazioni con cui interagiamo (aziende, famiglie, strutture pubbliche, scuole, …) sono spesso numerose e lente. Essere competitivi vuol dire che sempre più aspetti saranno “a carico del singolo”. Nessun altro farà la prima mossa se non ci attiviamo noi in prima persona.
Occorre imparare a puntare di più su se stessi e agire in modo proattivo, attivarsi e selezionare quello che reputiamo utile per i nostri obiettivi di vita, compreso il lavoro.
Il consiglio? Pensare prima … e poi fare. Pensare è più veloce. Permette di sbagliare e tornare indietro. Ragionare come un’azienda “unipersonale” la IO S.p.a., muoversi cercando partner o supporto se ci occorre.  Ne parlo in dettaglio nel Corso di Crescita Personale
Gli strumenti sono spesso gratuiti e alla portata di tutti (letture specifiche su Internet). Ancora più efficace seguire corsi mirati e avvalersi dell’aiuto di esperti formatori (job coach).

7. INTERNET e REMOTIZZAZIONE
Le tecnologie ci stanno utilizzando bene ma noi siamo in grado di fare altrettanto per i nostri scopi? Oltre che per divertimento, siamo in grado di sfruttarle per le nostre prospettive di lavoro?
Le tecnologie se non gestite divorano la nostra risorsa più importante, il TEMPO. Siamo sottoposti ad un flusso di informazioni e di applicazioni continuo. Occorre imparare a selezionare eliminando quello che non ci è utile anche se gratis o a basso costo. Strumenti e regole per Imparare a Scegliere le trovi nel mio Corso di Crescita Personale
Siamo capaci di fare risultato a distanza? Relazionarsi con persone che fisicamente sono lontane è ormai routine (e-mail, whatsapp, facebook, twitter, i social e le APP in generale), ma quanti sono in grado di farlo per lavoro? Occorre fare propri i concetti di remotizzazione anche sul piano del lavoro.
Le selezioni sono sempre più spesso a distanza (video-presentazioni, telefono o skype). Si lavorerà sempre più con colleghi distanti, con strumenti di comunicazione diversi per occasioni diverse (webinar, mail, videocall, chat, cellulare, incontri diretti). Si lavorerà sempre più con piattaforme digitali, facili da diffondere e condividere (slack, trello, …). Chi è abituato solo alla carta o agli incontri faccia a faccia può avere dei problemi.

8. AUTO GESTIONE
Auto gestione qui è inteso come “sapersi organizzare in autonomia” su molti aspetti: personali e di lavoro. Essere Smart. Avere un’organizzazione mentale ovvero saper rappresentare e sviluppare le attività e i processi di lavoro per ottenere gli obiettivi prefissati.
Lo Smart Work, le Startup, i lavori autonomi in crescita, la competizione in generale prefigurano mansioni sempre più personali e gestite ad obiettivi. Si lavorerà in team ma gestendo le proprie attività da soli. Scopri qui come Gestire il Tempo.
Competizione vuol dire anche efficienza quindi cambiare il modo di affrontare i problemi e risolverli secondo i principi del LEAN THINKING usato già in molti ambiti. Cosa vuol dire? Abbandonare l’approccio lineare (inizio e finisco) verso processi in continua evoluzione secondo gradi di miglioramento continuo (inizio, finisco, modifico, riinizio). Questo consente di operare meglio in contesti in evoluzione continua riducendo i rischi e aumentando l’efficienza.


(*)  Digital  Job Coach - Torino

Ingegnere specializzato in web marketing, PNL practitioner. Supporto chi lavora o chi cerca lavoro nello sfruttare le proprie potenzialità modificando gli schemi mentali per cogliere le nuove opportunità.
Per maggiori informazioni scrivimi a
info@corsionlinepertutti.it

venerdì 15 luglio 2016

Ecco come far Leggere il proprio CV (ed 2016)

Il primo passo verso il lavoro?
Far Leggere il proprio CV.
Ecco 3 Semplici Passi per Farlo
di Domenico Idone (*)

Il CV è un argomento “trito e ritrito” del mondo del lavoro ma ha sempre una sua importanza visto che rimane lo strumento di ricerca di lavoro più usato. 
In questi momenti di crisi occorre prestarvi ancora più attenzione.


La sfortuna, la crisi, i selezionatori che non leggono con la dovuta attenzione. Sono queste spesso le motivazioni che si danno quando si invia un CV e non si riceve un riscontro.
Sono cause valide ma è più corretto rimboccarsi le maniche e agire sugli aspetti alla nostra portata. Migliorandoli dove si può. A volte basta poco.

Più del 90% di chi cerca lavoro si concentra sul CV classico (inteso come raccolta di dati anagrafici, esperienze di lavoro, conoscenza di lingue e computer, studi, …).

Più del 90% compila elenchi di esperienze, di corsi, di conoscenze. Quasi nessuno invece si concentra sulla parte più importante. La lettera di presentazione o cover letter in inglese.

Hai una lettera di presentazione?
Hai una pagina che ti descrive?


Spesso la lettera è ridotta a 2 righe copiate qui e là in quanto è richiesto dai siti di annunci di lavoro o dai form delle aziende o società di ricerca.
E pensare che noi tutti selezionatori (anche io lo sono) è la prima cosa che cerchiamo e spesso usiamo per appuntare note o aspetti da discutere in sede di potenziale colloquio. Spesso la lettera di presentazione mi ha fatto notare un CV scritto male o mi ha invogliato ad approfondire conoscenze non eccellenti.


Vuoi essere selezionato?
Scrivi Subito una buona lettera di presentazione.


Vuoi sapere se la tua Lettera sarà considerata?
Inviamela ti darò via e-mail un parere GRATUITO


Quando le persone in cerca di lavoro mi chiedono supporto, parto sempre dal chiedere se hanno la lettera di presentazione. E’ il primo passo che facciamo insieme.
Nei colloqui domande ricorrenti sono: "mi racconti di lei", "perché ha risposto a questo annuncio di lavoro?"
Affrontare un colloquio con una lettera di presentazione già pronta permette di aver già scritto le risposte.

Una lettera di presentazione non si copia e non si inventa. Si prepara con una logica alle spalle. 
Ecco 3 aspetti da seguire per scriverla in modo efficace.


1 Accorgimento: l’annuncio di lavoro
La prima cosa da fare è stampare l’annuncio di lavoro a cui si è interessati e selezionare (con pennarello di colore diverso!) quelle parti in cui fa riferimento:

  • al lavoro specifico da fare
  • alle caratteristiche che deve avere il candidato
  • alle condizioni (luogo, trasferte, orari, turni, …)

Questo è quello su cui devi concentrarti fin da subito. Se hai tanti annunci “interessanti” stampali e fai questo lavoro per ciascuno. Quando avrai preso la mano sarà veloce. L’errore che spesso fanno tutti è inviare il CV trascurando l’annuncio o leggendolo sommariamente. Si fa poco lavoro ma non si arriva lontano.


2 Accorgimento: analisi dell’annuncio
Per ciascuno dei punti sottolinea le cose che sai fare o le caratteristiche in cui ti ritrovi. Sii onesto con te stesso e sottolinea quello in cui veramente ti vedi o che sei disposto a fare. Aggiungi anche a fianco le caratteristiche o le esperienze di lavoro che hai maturato e che non sono scritte.

·         Non inventare esperienze di lavoro che non hai solo perché altrimenti non puoi scrivere il CV e candidarti o perché sei uno che impara subito.
·         Non esagerare pensando di essere Superman, (es. parlo bene inglese quando poi ad un colloquio non aprirai bocca)
·         Non sottovalutare gli aspetti quali spostarsi di città, viaggi, turni, …

Stai cercando un lavoro e quindi chi ti seleziona si accorgerebbe con poche domande se sai fare o meno una cosa. Non sprecare tempo o energie per delle azioni che farebbero acqua subito alla prima verifica.
Allo stesso tempo non esagerare al contrario, non buttarti giù e non prendere alla lettera l’annuncio. Se hai esperienze di gestione di persone ma non in quel contesto, è sempre un’esperienza simile e quindi da segnare.
Se hai lavorato in un reparto amministrativo contabile puoi sempre candidarti anche per ruoli simili (es. rendicontazione, fatturazione, controllo di gestione, …).

Se hai diversi annunci, fai questo per ciascuno e alla fine troverai una lista in cui in cima metterai l’annuncio che ha più punti allineati a te. Ripetiamo, non cadere nella tentazione di rispondere a 20 annunci con lo stesso CV solo perché cosi fai veloce e puoi dedicarti ad altro.
Il mio consiglio è partire da questo annuncio e lasciare da parte gli altri in un secondo tempo. Questo per inviare subito la candidatura. A volte il fattore tempo è importante.


3 Accorgimento: perché mando il CV?
Hai ben chiari i punti in cui sei allineato all’annuncio, vuol dire che sei un potenziale candidato per la selezione per quella posizione.
  1. Parti da questi punti e inizia a mettere in ordine le tue esperienze di lavoro evidenziando gli aspetti in linea con quelli sottolineati nell'annuncio.
  2. Inserisci i tratti personali in cui ti sei ritrovato con l’annuncio. Motiva in modo oggettivo l’allineamento delle tue caratteristiche personali con quelle dell’annuncio.
  3. Usa come rafforzativo le condizioni richieste e che sei disposto a soddisfare.
Io faccio scrivere la lettera di presentazione seguendo nell’ordine questi punti.



  

Ecco inoltre alcuni dettagli tecnici.
  • La lettera deve stare tutta in un foglio.  Io ho più di 15 anni di esperienza e uso sempre una lettera di 25 righe.
  • Metti sempre i contatti in alto.
  • Parti sempre da oggi, dalla tua situazione attuale. Non partire dalle scuole medie … 
  • Sintetizza quanto fatto, oggi si usa molto la scrittura veloce, Internet condiziona anche situazioni come queste in cui si richiede un linguaggio formale. Utilizza periodi brevi e chiari e se riesci riprendi i termini dell’annuncio ove servisse.
  • Ricorda l’autorizzazione alla privacy per i dati sensibili.
  • Finita la stesura confronta la pagina con l’annuncio ed evidenzia in grassetto le parole che ritieni importanti. Non esagerare 5 o 6 termini sono sufficienti. Se il lavoro è stato ben fatto, molte parole della lettera sono in linea con l’annuncio e viceversa.
  • Rileggi la lettera e verifica errori ortografici o di battitura.


Questo lavoro fatto la prima volta può sembrare pesante ed eccessivo, prima di mollare pensa sempre che:
  • stai cercando lavoro presso un’azienda e vuoi essere assunto e remunerato
  • altri concorrenti si stanno candidando e tu devi dare il massimo per essere selezionato


(*)  Job Coach & Business Coach - Torino
Ingegnere specializzato in business e marketing online, PNL practitioner, Mentor per StartUp. Supporto chi lavora o cerca un lavoro nello sfruttare le potenzialità della PNL e del marketing per modificare gli schemi mentali e cogliere le nuove opportunità.

Per maggiori informazioni scrivimi a info@corsionlinepertutti.it

domenica 3 luglio 2016

Trovare Lavoro: 3 Errori da Evitare

Trovare Lavoro?
Ecco 3 Errori da evitare ...

di Domenico Idone (*)


“ COME FACCIO A TROVARE LAVORO? ”
“ PERCHÉ NESSUNO MI ASSUME? ”

Queste sono alcune domande che sempre più spesso mi pongono le persone che non hanno un lavoro o non sono soddisfatti di quello attuale.
Vengono poste dai giovani ma sempre più spesso anche da persone più mature.
In effetti tra gli obiettivi e i traguardi di vita, avere un lavoro, uno stipendio, la realizzazione professionale sono spesso ai vertici delle richieste.


giovedì 2 giugno 2016

Raggiungere un risultato evitando di autosabotarsi

Ecco come non  autosabotarti nel raggiungere i tuoi Obiettivi ...

di Domenico Idone (*)


“COSA AMI o TI PIACE FARE?”
“COSA FAI o FARESTI ANCHE GRATIS?”

Queste sono alcune domande che sempre più spesso pongo alle persone che non riescono a completare i loro obiettivi, non riescono a pensare a cosa vogliono fare nella vita, stentano a focalizzarsi sui traguardi. 
Sempre più spesso, all'interno di incubatori-acceleratori, le pongo anche ai ragazzi impegnati in StartUp, nei loro momenti di difficoltà.