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sabato 29 novembre 2014

Dove va il Lavoro? Ecco su cosa puntano i giovani ...

 Dove va il mondo del lavoro? Da tempo invitiamo a puntare sull'imprenditoria.

Uno studio recente del "Centro Studio Unioncamere" conferma quanto Corsi Online per Tutti  pubblica da tempo. Occorre puntare sui lavori che esaltano le proprie capacità al di là del sesso, titolo di studio ed età.


Nonostante la crisi +90.200 nuove imprese sono nate nel primo semestre 2014.
La vera novità è che 37.100 imprese (pari al 41% del totale) sono state create da giovani con età sotto i 35 anni.  Questo dato rivela come sia evidente la voglia di mettersi in proprio dei giovani che - come scritto in un post precedente - ormai puntano poco sul lavoro dipendente e si lanciano sul mercato direttamente attraverso società o PIVA.

Il dato è molto generale:

  • per tipo di studio: meno del 20% è in possesso di un titolo di laurea, oltre la metà di un diploma, quasi il 20% della licenza media

  • per età24% del totale delle nuove imprese nasce da giovani meno che trentenni, il 17% da neo-imprenditori fra i 30 e i 35 anni

  • per settori32% dei casi decidono di investire nel settore commerciale, per il 20% nei servizi alle imprese, il restante in settori comunque simili a quelli scelti dagli imprenditori più "maturi".


 Ma perché un giovane fa impresa?


Oltre la metà lo fa per far fruttare le proprie capacità, il desiderio di valorizzare le proprie competenze ed esperienze professionali pregresse, la ricerca del successo professionale ed economico.

Il 34% decide di diventare imprenditore vista la difficoltà nel trovare un primo (o un nuovo) sbocco lavorativo, o un lavoro dipendente e stabile.
Accettano ormai il rischio d’impresa rispetto alla sicurezza di lavorare per un datore di lavoro (sia esso pubblico o privato).
Essi ritengono di poter apportare il proprio contributo mettendosi in gioco con nuove idee e progettualità innovative di processo e prodotto. Aspetti che nella grande impresa o nel lavoro da dipendente sono considerati poco presi in considerazione.

Questi passi sono effettuati con lucidità e razionalità. I giovani conoscono il mondo e sanno dove va l’economia. Molti viaggiano durante l'Università e conoscono le lingue più che in passato. Le tecnologie sono sicuramente un traino ulteriore nel favorire questi "meno anziani" e nel riuscire a ridurre gli investimenti di entrata.

Come portale di formazione invitiamo da tempo a puntare sulla crescita personale e sull'autoformazione. I numeri del mercato del lavoro (non solo italiano) evidenziano questi trend ormai da qualche anno. Lo studio presentato oggi è solo un altro tassello che si aggiunge. 


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